lunedì 18 marzo 2013

La vergogna e la riscossa impossibile

Il tentativo di riscossa che certi acerbi movimenti politici stanno ingaggiando in Italia é perfettamente vano: per determinarlo é bastato osservare, questa mattina, la volgare gazzarra che certi connazionali, plastica espressione della peggiore italianità, hanno messo in atto di fronte a un pullman, approntato dall'azienda ferroviaria nazionale in sostituzione di convogli soppressi. 
Nessuna precedenza ad anziani e signore, nessun rispetto per i bambini e le elementari regole di convivenza.
Gomiti alti, imprecazioni, spinte, ecco come gli italiani intendono l'educazione.
La concordia, in un paese così, non è né auspicabile né possibile: tra italiani é necessaria la guerra continua, la sfida del forte contro il debole. 
Il coltello, la prevaricazione, ecco gli unici veri valori che uniscono questo paese.
Vergognatevi come mi vergogno io per voi.

sabato 16 marzo 2013

Il fondo

Dopo avere ascoltato i discorsi pronunciati alla Camera e al Senato dai nuovi presidenti, non posso che accettare con rassegnazione il fatto che l'approssimazione, l'ipocrisia, la scorrettezza e l'ineleganza della nostra classe dirigente sono inestirpabili. Parole vuote che riempiono il nulla. Se almeno il nulla fosse esteticamente gradevole...

sabato 2 marzo 2013

Ozio (creativo)

Sole, una panchina sul molo e "Viaggio in Italia" di Goethe da sfogliare. Una bruschetta pomodoro e acciughe innaffiata di Vermentino per la colazione, un Partagas Corona Senior dopo il caffè. Tranquilla giornata di relax per recuperare le forze dopo un piccolo intervento chirurgico.

giovedì 28 febbraio 2013

Il superfluo. E l'armonia.


Il concetto di armonia, nell'arte, si poggia sulla corretta proporzione tra le parti e tra le parti e il "tutto". 
In natura le cose si fanno molto più brutali: i leoni saranno sempre belli grassi finché un numero sufficiente di gazzelle si immolerà sulla loro tavola. Questa, nella savana, è un'armonia perfetta, anche se pare che alle gazzelle la cosa non piaccia.
Anche la società "civile" poggia la sua armonia sulla stabilità dei rapporti di forza, così com'è indispensabile un adeguato numero di morti per lasciare abbastanza spazio ai vivi (ciò non toglie che, ai morti, girino le scatole...).
Per costruire un mondo diverso, per così dire innaturale, sarebbe necessario un terzo elemento, onnipotente, capace di individuare un "tutto" (e già questo sarebbe un problema) e poi togliere qualcosa a Tizio per darla a Caio, in nome di un'armonia superiore.
Però esempi di questo tipo, nella storia, sono sempre stati un tantino forzosi. 
Questa la filosofia. 
Nella pratica anche a me dispiace sforzarmi per arrivare in fondo al mese pur avendo lavorato 15ore al giorno ma nella teoria non saprei proprio come trovare una giustificazione morale (la legge può tutto, ma non mi interessa) per costringere il sig. Tizio a trasferirmi parte di quel patrimonio che i suoi avi gli hanno tramandato o ch'egli stesso ha lecitamente accumulato. 
Anche perché a noi gli yacht da 80 metri generano ammirazione ma anche disgusto, se li contestualizziamo nel nostro mondo in disarmo. Ma è lo stesso disgusto che prova il senegalese medio quando viene a sapere che noi spendiamo 30 Euro al mese di telefono, 50 Euro per i caffè al bar e 100 Euro in aperitivi. Lui con quel denaro camperebbe, bene, per almeno tre mesi.
Questo spinge alla considerazione finale: il superfluo é tale quando non é strettamente necessario ma lo strettamente necessario varia in base alla cultura, all'epoca e all'individuo.
Consapevole di questo l'uomo di gusto, dalla cultura raffinata e il sentire classico, non giudicherà il prossimo suo, sognerà una società ordinata e civile in cui ciascuno ha il diritto di tentare di essere un leone, sapendo in partenza che potrà anche essere gazzella. È tutta una questione di armonia.

mercoledì 27 febbraio 2013

Superfluo

"Io ho per temperamento, per istinto, il bisogno del superfluo. L'educazione del mio spirito mi trascina irresistibilmente al desiderio e all'acquisto di cose belle. Io avrei potuto vivere in una casa modesta […] Invece, fatalmente, ho voluto divani, stoffe preziose, tappeti di Persia, piatti giapponesi, bronzi, avori, ninnoli, tutte cose inutili e belle che io amo con una passione profonda e rovinosa".
Per questo, dopo una lunga ricerca, ho trovato un meraviglioso cinturino da orologio. E l'ho acquistato.

domenica 24 febbraio 2013

Neve e freddo: la risposta è nel "peso"

Ho sempre detestato i climi estremi: il troppo caldo e il troppo freddo non fanno per me, come il troppo cibo, il troppo riposo o il troppo tutto. Questa mattina Lerici si è svegliata sotto una fitta nevicata che ha ammantato di bianco il lungomare, il castello e i tetti delle case. Le francesine dei Fratelli Rocca non sono adatte a questo contesto, né posso sostituirle con calzature più adeguate, visto che non ne possiedo.
Al freddo pungente, invece, ho risposto con i caldi tessuti invernali che sono la gloria del mondo maschile classico: un cachemire di buon peso per la giacca, una corposa flanella per i pantaloni e un meraviglioso ruvido Harris Tweed per il cappotto doppiopetto. Sulla testa il Borsalino di feltro blu notte ripara non solo dalle precipitazioni ma anche dalle insidie della modernità. 
Una serie variegata di contrattempi mi ricorda che i servizi pubblici si presentano inadeguati ogni qual volta si abbia realmente bisogno di loro e una focaccia bisunta conferma lo stato di autentica depressione dei servizi di ristorazione ferroviari (un tempo fiore all'occhiello del settore).
La speranza, vana, é arrivare in tempo allo stadio per la partita che dovrei commentare. Semi impossibile che ciò possa accadere. 

sabato 23 febbraio 2013

Una serata solitaria

Questa sera sono solo e vorrei leggere Goethe ma trovo forse più dilettevole scrivere. Assaporo un Romeo y Julieta Sport Largo: si tratta di un piccolo Avana, economico ma sorprendentemente gradevole. Ha forse il difetto d'essere troppo stretto di formato, un panetelas direi, il che lo rende troppo simile a una sigaretta (e la cosa non mi piace). Lo accompagno a qualche sorso di Syarh, che ben si è comportato con la carne che ho cotta alla griglia. Il fumo denso rende l'aria irrespirabile ma fa galoppare i pensieri. Sono invece un po' seccato del basso livello di umidità dell'humidor: non capisco da cosa dipenda, tutto è curato d'abitudine. I sigari tirano meglio quando sono più secchi ma l'aspetto e il sapore ne risentono. Cercherò di venirne a capo. Appena finito passerò a una profonda lucidatura di un paio di mocassini: sto studiando nuove nuance, spero di ottenere un buon risultato. Solo un po' mi spiace che le scarpe affonderanno, domattina, nella neve caduta copiosa tutto il giorno. Strani inverni liguri.